vergogna

ILLEGITTIMITA’

25 ott 2009

                                                                           regione_lazio

L’autospensione di Piero Marrazzo da presidente della Regione Lazio? Una buffonata.
Si tratta di un’azione illegittima – come spiego al Tempo, nell’intervista pubblicata oggi e che vi propongo – perché il vicepresidente sostituisce il presidente soltanto in casi di assenza oppure per impedimento temporaneo, cioè una malattia. Qual è, in questo caso, la malattia?
La verità è che il centrosinistra ha bisogno di tempo per trovare un altro candidato per le regionali, tentare l’accordo con l’Udc e fare le primarie. Marrazzo, pertanto, deve dimettersi. Unica soluzione possibile.

LEGGI il tempo 25_10_09 – storace, autosospensione marrazzo è illegittima

Giorgio Almirante


“Noi siamo caduti e ci siamo rialzati parecchie volte. E se l’avversario irride alle nostre cadute, noi confidiamo nella nostra capacità di risollevarci. In altri tempi ci risollevammo per noi stessi. Da qualche tempo ci siamo risollevati per voi, giovani, per salutarvi in piedi nel momento del commiato, per trasmettervi la staffetta prima che ci cada di mano, come ad altri cadde nel momento in cui si accingeva a trasmetterla. Accogliete dunque, giovani, questo mio commiato come un ideale passaggio di consegne. E se volete un motto che vi ispiti e vi rafforzi, ricordate: Vivi come se tu dovessi morire subito, Pensa come se tu non dovessi morire mai”

“La destra o è coraggio o non è, è libertà o non è, è nazione o non è, così vi dico adesso, la destra o è Europa o non è. E vi dico qualcosa di più: l’Europa o va a destra o non si fa”

“Quando vedi la tua verità fiorire sulle labbra del tuo nemico, devi gioire, perché questo è il segno della vittoria”

“Non Rinnegare, Non Restaurare”

“Quanto ai grandi spacciatori, e nessuno se ne meravigli o si scandalizzi, io vado al di là della pena di morte per i terroristi. I grandi spacciatori di droga, che sono i nemici principali della nostra gioventù, debbono essere impiccati agli alberi delle nostre città”

(Giorgio Almirante)

Paolo Borsellino

“È normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti”

“Non importa dove si nasce se si combatte per le stesse idee e si crede nelle stesse cose”

“Un cristiano non teme la morte”

“Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare. “

“Bisogna liberarsi da questa catena feroce dell’omertà che è uno dei fenomeni sui quali si basa la potenza mafiosa. Si è legati a questo fatto dell’omertà, del non riferire nulla delle cose di Cosa Nostra all’esterno, di non sentire lo Stato, di sentire sempre lo Stato come un nemico o comunque come una entità con cui non bisogna collaborare. “

“Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”

“La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”

“È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.”

17 marzo 2009

 

Federazione della Provincia di Frosinone

 

____________________________________________________________________________

 

Il Segretario

17 marzo 2009

 

 

 

 

 

 

Comunicato stampa

 

 

 

 

 

 

           

Si terrà giovedì 19 marzo, alle ore 17,  presso il Comitato elettorale di Antonello Iannarilli, a Frosinone, in Via Casilina, una conferenza stampa attraverso la quale il candidato a presidente alla provincia del Pdl ed Antonio Abbate, segretario provinciale de La Destra, annunceranno l’alleanza politica al primo turno tra le due formazioni politiche.

 

“Un percorso che La Destra ha scelto nella convinzione di poter offrire un contributo determinante alla vittoria di Antonello Iannarilli, con il preciso scopo di veder invertito il modello di gestione del centro sinistra che, per usare un eufemismo, non ha certo brillato nella gestione della nostra provincia”.

 

“Un’opportunità – ha continuato Abbate –  in considerazione che molti dei temi cari al nostro partito, dalla gestione pubblica del servizio idrico al sostegno alle fasce sociali più deboli, troveranno spazi e condivisione all’interno del programma elettorale del Pdl”.

 

 

                                                                                           Antonio Abbate

LA FINE DI ALLEANZA NAZIONALE

la-fine-di-an

di Francesco Storace

La fine di Alleanza nazionale si sta celebrando in queste settimane all’insegna della tristezza. Tutto si svolge ritualisticamente e lo vediamo persino nella messinscena legata ai videofilmati su Almirante che, per ordine di La Russa, sono stati trasmessi dopo la gaffe della dimenticanza della citazione nella mozione che decreta la chiusura della formazione politica nata a Fiuggi.

Sono tristi perché il futuro è ignoto: le platee che assiepano le assemblee sono composte da persone che si chiedono che prospettive avranno. I più fortunati faranno i ministri, quelli un tantinello sotto gli assessori, a qualcuno allieteranno la vita con le muncipalizzate, i più resteranno a bocca asciutta.

E tutto questo perché Fini non li sopporta più.

Sono riusciti persino a litigare sul blog di casa Berlusconi, fingendo di non rendersi conto che li attende una vita grama sotto il dominio di Arcore. Meno male che Silvio c’è, diranno i più lesti a cambiare maglietta nel gioco che si apre nel Pdl. Chi riuscirà ad entrare nelle grazie del sovrano, avrà di più. Poco conta il valore delle idee e degli uomini, molto di più conta la capacità di assentire senza arrossire.

La Destra – con la fatica che caratterizza questa impresa – si conferma come una forza politica che deve solo scrollare l’albero, e per questo la partita delle Europee sarà interessante.
A Berlusconi mancherà il nemico di una sinistra che addita come il pericolo da sventare da quindici anni a questa parte, noi dovremo solo spiegare che non ha molto senso cercare un posto al sole tra Fini e Mastella.

Gli incontri di questi giorni in Puglia mi hanno restituito fiducia in un movimento capace di ritrovare vitalità, come ci aveva già testimoniato la bella manifestazione di Napoli.
In questo fine settimana, mentre An se ne va col suo congresso nazionale, noi andremo col sorriso sulle labbra venerdì in Campania, sabato in Calabria e domenica in Basilicata a raccontare la nuova storia di gente di destra che non si arrende al pensiero unico e che vuole ricominciare ad offrire punti di riferimento al nostro popolo.

Nei prossimi giorni pubblicheremo – qui e su Facebook – il programma della tre giorni al sud. Ma già sappiamo che sarà affollata di bella gente appassionata. La tristezza è altrove.

Lettera aperta del reduce di guerra Mariano Renzetti al comunista Giudanfranco Fini

678315282.jpgAspre accuse per le parole relative all’antifascismo e alla RSI

In merito alle recenti esternazioni del Presidente della Camera Gianfranco Fini,riceviamo e pubblichiamo da un nostro lettore,una <>

<

Si andava paese per paese alla ricerca di camerati , in bicicletta e nel tempo,anche nel rispetto degli avversari, a fare del MSI una entità. Sei riuscito a fare quello che neppure i comunisti riuscirono a fare. Democrazia? Democrazia basata sull’antifascismo? Fini , democrazia vuol dire: dibattiti, dialogo. E proprio tu ne parli che da anni rigetti la richiesta di congresso? Anche con i poco democratici Almirante , Michelini ecc. si sono avuti congressi del MSI. Ti sei circondato di commissari delle federazioni, di uomini a te fedeli in quanto tutto devono a te e non per meriti. Un episodio personale: eri stato da poco nominato segretario, vivevi all’ombra di Donna Assunta Almirante ed ospite del Senatore Misserville .Andasti per una tre giorni a Piglio. Avevi un impermeabile striminzito, pendevi dalle labbra di tutti, facesti un comizio spiccato pro ideali della RSI. Ricevesti applausi. C’erano Caradonna, Maceratini, Ferretti e tanti altri che possono ancora testimoniare.

Ora appartieni alla casta antifascista che ti ha permesso di fare carriera e di acquistare appartamenti. Di viaggiare con auto blu e scorta. Se non ci fossero stati quelli dalla parte sbagliata cosa faresti,anche in considerazione che professionalmente non hai mai lavorato? Noi della parte sbagliata ci siamo inseriti nel mondo produttivo, senza nulla chiedere e solo con la nostra forza e capacità. Ma soprattutto senza nulla rinnegare. In nome della democrazia -quella vera- nel lontano 1955 venni eletto consigliere comunale nell’amministrazione di Anagni (ero reduce della parte sbagliata) ed assessore supplente ai Lavori pubblici, mentre ero, al tempo stesso, componente della Direzione Provinciale del MSI. Nei giudizi furono più comprensivi, indulgenti gli elettori, che un Fini. Nel 1964 ero Commissario, in quanto Federale concorreva (santa democrazia) al parlamento, della Federazione di Catanzaro ed oratore nazionale(da Massa Carrara ad Asti,Viterbo,Ancona ecc. )Volontario arruolato nel 1942, quindi prima della RSI, per cui valori di Dio, Patria, famiglia che ritieni validi solo per la tua destra.

E poi perché la democrazia dovrebbe essere solo antifascista? Perché non anticomunista? Per arrivare sei disposto a tutto;anche a riconoscere democratico il comunismo. Non ho la tua oratoria, non sono giornalista, non sono polemista, ma desidererei incontrarti i un dibattito per conoscere le motivazioni del tuo costante esternare. Indubbiamente chiedo troppo ed uno che è la terza carica della Stato della resistenza. E’ una richiesta democratica, invero. Non volermene; ho visto troppi camerati cadere per un Ideale di Patria; tanti assassinati a guerra finita.

Non furono, del resto, due Senatori di Alleanza Nazionale a chiedere il riconoscimento della qualifica di combattenti per i reduci della RSI? Incidente di percorso o ennesima presa in giro alla vigilia di una tornata elettorale? Vedi, per noi reduci basta la sentenza del Supremo Tribunale Militare del 1952. Gli orpelli, la carriera, gli onori li lasciamo volentieri a te ed ai tanti come te, credimi.

P.S. Ti rammento che molti anni orsono nel Monastero di Montecassino, alla presenza dei rappresentanti degli eserciti che si erano affrontati nell’ultimo conflitto, venne accesa la fiaccola della fraternità. In rappresentanza della RSI vi era il maresciallo Graziani. A nettuno, al campo della Memoria, periodicamente rendono gli onori rappresentanti di quanti affrontarono quei Caduti, consapevoli del valore dimostrato da quei combattenti. Senza discriminazione. A Montelungo, tra i Caduti dell’esercito del sud, vi è una stele del capitano Rino Cozzarini , M.O. della RSI ; anche in questo caso rappresentanti di ex nemici , rendono gli onori>>

Mariano Renzetti

( Volontario di Guerra,

Croce di Bronzo al valor militare,

Via Armando Diaz 260,Fiuggi)

Firma la tua voglia di libertà !!

Anche Gioventù Italiana del Cassinate appoggia la petizione popolare “Firma la tua voglia di Libertà !” lanciata da Gioventù Italiana Bologna – Bononia 189 a. C. .

1110855543.jpgChissà che si sia trovata la chiave. Chissà che la impenetrabile costituzione rigida, opposta come soluzione al debole Statuto Albertino, presenti anch’essa delle falle che permettano di superarla scongiurando un colpo di Stato apparente. La possibilità di modificare a maggioranza semplice la legge elettorale, incrementando la soglia di sbarramento, la cancellazione della preferenza e la recente approvazione del cosiddetto “lodo Alfano” delineano un quadro per il quale tentare di scalfire l’attuale status quo diviene impresa assai ardua. Analizzando, infatti, questi ed altri fattori si percepisce una sorta di cappa atta ad impedire qualsiasi contromossa, ogni critica e tutte quelle iniziative idonee a rendere la Nazione uno Stato di diritto. Se esso, nello specifico, si basa sulla divisione dei poteri, sul pluralismo e sul rispetto delle minoranze, l’Italia piano piano si sta allontanando da questo modello. Partiamo dai mezzi di comunicazione, che lo stesso Mead parecchi lustri orsono temeva quali strumento di controllo delle masse in mano alle maggioranze. Il Capo del Governo è proprietario di tre fra le maggiori reti televisive del Paese, mentre le altre tre, ascrivibili a ciò che dovrebbe essere il servizio pubblico sono in realtà controllate, attraverso indirizzo e nomine, dalla maggioranza parlamentare.

Mai come in questa legislatura si sono udite così poche voci dissonanti, e se nei precedenti anni targati centrodestra erano forse le reti Mediaset le più “agguerrite” contro “sua emittenza”, stavolta il silenzio generale è persino sconcertante. Passando in rassegna profili più propriamente istituzionali, non si può non rilevare come l’abrogazione della “preferenza” per quanto riguarda la scelta dei candidati abbia reso il Parlamento Italiano un organo sostanzialmente inutile. Deputati e senatori, infatti, soggetti a “casting politico” (per il quale sono preferibili i più fedeli …) e resi ricattabili da una legge elettorale che delega tutto il potere di nomina (dunque anche di “licenziamento”) ai segretari dei partiti, possono solo rendersi esecutori formali di una volontà espressa altrove. Se si considerano l’assenza parlamentare delle potenziali ali critiche ed antagoniste per causa di una soglia di sbarramento finalizzata ad “uccidere” minoranze e rappresentatività democratica, ed una opposizione che, per chissà quale tipo di “inciucio” (forse un patto per salvare la “casta” corrotta dalle indagini della magistratura e da una nuova tangentopoli ? vedi caso Telecom-Fassino, di scottante attualità), è praticamente inesistente, il quadro politico diviene davvero oscuro. Ricapitoliamo: Informazione “omologata”, Governo sostanzialmente monopartitico, Parlamento inesistente ed opposizione assente; cosa può ancora ostacolare l’ “operato” del premier e dell’oligarchia di maggioranza ? La magistratura. Non c’è problema, si sistema tutto. Poche settimane fa il cosiddetto “lodo Alfano” è diventato legge dello Stato, così da permettere alle più alte cariche dello Stato di essere al riparo da qualsiasi “rogna” giudiziaria e godere di un Potere pressoché assoluto. Per blindare ancora di più tale potere è pronto il d.d.l. Bocchino, finalizzato ad azzerare una volta per tutte le minoranze anche in Europa.

Abbiamo intrapreso questa iniziativa per opporci alla cancellazione della rappresentanza democratica in seno al Parlamento europeo mediante l’innalzamento della soglia di sbarramento, ed alla umiliazione della coscienza politica degli Italiani ai quali verrà impedita la scelta del candidato. Chi oggi canta le lodi della democrazia, della libertà e della uguaglianza si sta in realtà adoperando per cucire la bocca degli Italiani, impedendo loro una volta per tutte di esprimere una voce di protesta contro il pensiero unico, rappresentato dal comitato d’affari PD-PDL. Vogliono rendere “invalidi” i pensieri e le valutazioni di tutte quelle persone i cui voti non raggiungano almeno il 5 % per lista: essi rappresenterebbero, guarda caso, una diversa idea di Europa. Urliamo insieme più forte la nostra voglia di Libertà.

FIRMA !!

EUROPEE: BUONTEMPO, REAGIRE PER LIBERTA’ VOTO

Oggi pomeriggio, a L’Aquila, il presidente de La Destra, Teodoro Buontempo, ha incontrato i dirigenti locali per definire le iniziative politiche che saranno messe in atto contro la riforma elettorale per le europee che il Pdl, con la complicità di Veltroni, vorrebbe varare.
“Nel Parlamento europeo – afferma Buontempo – non ci sono governi da salvaguardare, pertanto lo sbarramento al 5 per cento rappresenta una violenza contro la democrazia e la rappresentatività politica. Mettendo insieme lo sbarramento al 5 per cento e le liste bloccate si vorrebbe ridurre la politica a strumento per interessi di parte. Se è vero che con le preferenze qualcuno potrebbe spendere più del necessario per farsi eleggere, è anche vero che, come è avvenuto per le politiche, coloro che amano spendere si comprerebbero direttamente il seggio in Parlamento”.
“L’Italia – sottolinea il presidente de La Destra – ha già dovuto subire l’umiliazione di non poter votare con il referendum l’accettazione o meno dell’Europa. Ora, se si togliesse al cittadino il diritto dovere di eleggere i propri rappresentanti, quel distacco che già esiste tra i popoli e le istituzioni europee si allargherebbe ulteriormente. I primi a reagire contro questo “esproprio” dei diritti, sanciti anche dalla nostra Costituzione, saranno i giovani, che vogliono costruire un’Europa attenta ai bisogni dei cittadini europei e non legata esclusivamente a interessi bancari e lobbies affaristiche”.

“E’ vergognoso – prosegue – che partiti come Alleanza nazionale, che da sempre hanno parlato di Europa nazione, oggi, anche per le elezioni europee, siano proni di fronte a chi non si accontenta di governare l’Italia ma vorrebbe esserne il padrone”.

“La Destra – conclude Buontempo – farà il possibile per combattere questo disegno e si augura che sia possibile trovare un’intesa con tutti i partiti, gli uomini di cultura e le associazioni di categoria, che vogliono reagire oggi, prima che sia troppo tardi, a difesa della libertà di voto”.

EUROPEE, PETIZIONE DI GIOVENTU’ ITALIANA BOLOGNA

17 Settembre 2008

                           

Gioventù Italiana Bologna lancia la petizione popolare “Elezioni europee: no allo sbarramento, sì alla preferenza. Firma la tua voglia di Libertà”.
L’iniziativa punta a impedire la cancellazione della rappresentanza democratica in seno al Parlamento europeo mediante l’innalzamento della soglia di sbarramento e l’umiliazione della coscienza politica degli italiani ai quali sarà preclusa la scelta del candidato.
Chi oggi canta le lodi della democrazia, della libertà e dell’uguaglianza si sta, in realtà, adoperando per cucire la bocca degli italiani, bloccando loro una volta per tutte la possibilità di dar voce alla protesta contro il pensiero unico, rappresentato dal comitato d’affari Pd-PdL. Vogliono rendere “invalidi” i pensieri e le valutazioni di tutte quelle persone i cui voti non raggiungano almeno il 5% per ogni lista: essi rappresenterebbero, guarda caso, una diversa idea di Europa.
Urliamo insieme più forte la nostra voglia di Libertà.

Firma la petizione cliccando sul link : http://firmiamo.it/europeenosbarramentosipreferenza